La progettazione congiunta di tecnologia, organizzazione, lavoro

postato in: L’organizzazione del lavoro | 0

A. Lo special issue di Studi Organizzativi; B. Sei webinar sui temi dello special issue in sei città ; C. La lezione di Renzo Piano
commentata

Progettare insieme tecnologia organizzazione e lavoro

A. Lo special Issue di Studi Organizzativi
“Joint Design of Technology, Organization and People Growth: Thirty Years Later and Forward”

Federico Butera, editor

Articoli di Federico Butera; Louis E. Davis; Thomas Sheridan; Claudio Ciborra, Giovan Francesco Lanzara; Sebastiano Bagnara, Michele Mariani, Oronzo Parlangeli; Gianfranco Dioguardi; Emilio Bartezzaghi, Raffaella Cagliano, Filomena Canterino, Silvia Gilardi, Marco Guerci, Emanuela Shaba; Attila Bruni, Francesco Miele, Daniel Pittino, Lia Tirabeni; Paolo Gubitta; Marcello Martinez; Ruggero Cesaria; Nicola Intini,Corrado La Forgia; Marco Bentivogli; Giorgio De Michelis, Alfonso Fuggetta; Patrizio Bianchi, Sandrine Labory.

In questo Special Issue di Studi Organizzativi pubblichiamo una selezione degli atti della Conferenza Internazionale Joint Design organizzata dall’IRSO a Venezia del 1988 e articoli recenti sulla Progettazione Congiunta di Tecnologia, Organizzazione, Crescita delle Persone.

Tecnologie avanzate, organizzazioni flessibili e innovative, ruoli e professioni di valore possono essere la forza trainante per la ripresa dopo la pandemia, per l’innovazione, per contrastare disoccupazione e la sottoccupazione. Nello special issue, sono presentate teorie, esperienze e metodi di nuove politiche e di nuove forme di progettazione sociotecnica.

Viviamo in un contesto in cui cresce il panico che le tecnologie digitali possano distruggere posti di lavoro e assumere comando delle nostre vite; si diffondono profezie di una società senza lavoro; la pandemia sta generando un numero enorme di vittime e una crisi economica senza precedenti.
In questo drammatico contesto, possiamo davvero ancora pensare di dare valore al lavoro e alle persone come proposto nella Conferenza del 1988 di cui pubblichiamo i contributi chiave? Sì. Come? Creando ecosistemi, piattaforme, organizzazioni, beni comuni, prodotti, servizi di alto valore economico e sociale che possano sia far riprendere l’economia e la società dagli effetti della pandemia sia offrire risposte ai bisogni insoddisfatti di ampie porzioni della popolazione mondiale, creando un modo nuovo.
La stella polare di questa strategia a doppia elica nei contributi dello special issue di Studi Organizzativi dovrebbe essere lo sviluppo di nuovi sistemi produttivi e sociali sostenibili, come affermato dall’ONU, dall’UE e dai governi europei. Si tratta di una strada lunga e complessa, ma percorribile sia attraverso esercizi di progettazione partecipativa nelle singole organizzazioni sia attraverso politiche pubbliche. La parola chiave è progettazione congiunta e partecipata di tecnologia, organizzazione e lavoro.
Di fronte alla rivoluzione tecnologica in corso e alla crescita della polarizzazione e della disuguaglianza, il lavoro aumentato, come lo chiama il World Economic Forum, è necessario e possibile sfruttando le tecnologie digitali abilitanti e le organizzazioni flessibili.
È necessario progettare o riprogettare the job itself, il lavoro in se stesso, sia quello dei lavori altamente qualificati che di quelli umili. Come? Valorizzando ruoli e professioni che assicurino il controllo dei processi lavorativi, la responsabilità, i risultati, le relazioni, le competenze. Assicurando buone condizioni di lavoro fisiche, psicologiche, economiche e professionali; e, soprattutto, identità sociali. Rispettando i diritti.
In una parola, creare lavoro di valore per la società e per la persona, il lavoro come «ricchezza delle nazioni» come affermava Adam Smith.

Leggi il volume in open access

B. Sei Webinar

Sei webinair

#1 Robot, IA e immersive technology: quali modelli organizzativi e di HRM? 25 Febbraio Napoli, ore 18:00. Interventi di: Federico Butera, Marcello Martinez, Mario Pezzillo Iacono, Matilde Marandola, Lorenzo Montagna, Giorgio Ventre, Dario Esposito, Anna Illiano, Rocco Reina.

Vedi Locandina

Guarda il video

#2 La progettazione partecipata di tecnologia, organizzazione, lavoro. 4 Marzo Bergamo, ore 17:30. Interventi di: Federico Butera, Edoardo Della Torre, Raffaella Cagliano, Stefano Franchi, Roberto Benaglia, Corrado La Forgia.

Vedi Locandina

Guarda il video

#3 I centri per l’innovazione a supporto dell’industria in Italia: verso un Fraunhofer Italiano? 8 Marzo Milano. Ore 17:00.

Interventi di: Federico Butera, Giorgio De Michelis, Marco Bentivogli, Giorgio Ventre, Giampaolo Manzella, Alfonso Fuggetta.

Vedi Locandina

Guarda il video

#4 La digitalizzazione e la progettazione dei lavori ibridi. 17 Marzo Padova, ore 17:00.

Interventi di: Federico Butera, Paolo Gubitta, Alessandra Tognazzo, Roberta Callegaro, Nicola Sartore, Michele Conchetto, Giovanna Marena, Luciano Gamberini, Nuccio Romano, Elena Donazzan.

Vedi Locandina

Guarda il video

#5 Progettazione e sviluppo delle città. 26 Marzo, Bari, ore 12:30.

Interventi di: Federico Butera, Francesco Maggiore, Letizia Carrera, Gianfranco Dioguardi, Antonio Trampus, Simonetta Armondi, Cristina Melchiorri, Giancarlo Vecchi, Federico Pirro.

Vedi Locandina

Guarda il video

#6 I patti territoriali per il lavoro. 9 Aprile. Bologna, ore 17:00.

Interventi di: Federico Butera, Francesco Seghezzi, Vincenzo Colla, Giorgio Gori, Sonia Malaspina, Giorgio De Michelis.

Vedi Locandina

Guarda il video

C. La lezione di Renzo Piano: che cosa vuol dire progettare (e realizzare insieme) in Studi Organizzativi 2 2020

Renzo Piano, discorso inaugurale del Ponte San Giorgio. Commenti di Emilio Bartezzaghi e Luciano Pero, Federico Butera, Federico Maria Butera, Carlo Castellano, Giorgio De Michelis, Gianfranco Dioguardi, Marcello Martinez, Edoardo Segantini, Sergio Tosato.
Il caso della progettazione e realizzazione caso del ponte San Giorgio a Genova a seguito di una tragedia: una lezione per progettare e realizzare insieme presto e bene territori, città, piattaforme industriali, imprese, università, scuole, organizzazioni di volontariato e altro.

Leggi l’articolo

Condividi

Lascia un commento