L’Intelligenza Artificiale al Convegno del 12 Giugno 2019 della Fondazione Feltrinelli

Intelligenza artificiale e società

Intelligenza Artificiale e Società

Le macchine sono razionali, non intelligenti (De Michelis)

Intelligenza artificiale e società

Il dibattito

Al centro del dibattito sullo sviluppo delle applicazioni dell’informatica vi è la questione se e quanto queste saranno in grado di sostituire lavoro umano in un futuro prossimo . Non sono poche le voci dai toni drammatici preannunciano l’imminente sparizione di milioni di posti di lavoro, profetizzando la fine del lavoro e una jobless society. Queste previsione da roboapocalypse now sono radicate nella task content literature che studia la man/machine allocation. Ma il lavoro è più della mansione, della collezione di compiti. Istituzioni autorevoli come la World Bank (2019) e la Comunità Europea (2019) si allontanano da questo approccio e la affrontano con un atteggiamento problematico e pure le più prestigiose società di consulenza evitano toni apocalittici.

Certo sistemi capaci di elaborazione complessa dell’informazione possono dis-intermediare processi amministrativi facendo sparire posizioni lavorative, come, ad esempio, i cassieri dei negozi o gli impiegati di front office nelle banche. Inoltre coniugando il crescere dei volumi di dati in rete (big data) e la possibilità di renderli accessibili sul cloud con lo sviluppo di algoritmi dotati di elevate capacità di apprendimento (learning e deep learning), si possono costruire sistemi digitali evolutivi adeguati a sostituire in posizioni di lavoro molto qualificati (i profili di cui più si parla, a questo proposito, sono i guidatori di autoveicoli, ma anche gli specialisti della diagnosi medica) .

In realtà è possibile contrapporre a queste tendenze , la constatazione della crescita congiunta del valore prodotto dal lavoro. La produzione di prodotti e servizi che abbandona l’economia di scala, si riorienta verso le prestazioni individualizzate di crescente valore insieme al drammatico problema della sostenibilità ambientale e sociale, richiedono che il valore dei prodotti e dei servizi cresca, allungandone la vita e utilizzando lavoro di qualità , richiede una augmentation strategy che vede la tecnologia come abilitatore e la progettazione di ruoli complessi che assicurino la professionalizzazione di tutti.

La complessità di un ruolo dipende: a) dalla varietà e unicità delle prestazioni che quel ruolo compie o coordina ; b) dall’incertezza del contesto: ciò che avverrà nell’economia che si sta sviluppando .

Le proposte: dalle previsione degli effetti alla progettazione congiunta di tecnologia, organizzazione, lavoro, formazione (oltre a quella di non far niente e assistere passivamente alla sostituzione dei compiti di lavoro da parte delle macchine).

Le proposte partono da un ribaltamento dell’attuale dibattito: dagli effetti delle tecnologie alla progettazione e sviluppo

  • Le nuove tecnologie sconvolgono l’esistente ma solo la progettazione disegnerà le nuove organizzazioni, imprese, città, società e soprattutto la qualità e quantità del lavoro.

  • Il futuro del lavoro dipende in gran parte dalla innovazione nei contenuti del lavoro: dominio dei processi, risultati, cooperazione, competenze.

  • La sviluppo dei nuovi ruoli, mestieri, professioni e l’apprendimento di nuove competenze è il campo della cooperazione attiva fra le imprese, istituzioni, sistema educativo, sindacati

I livelli di azione da attivare sono quattro:

  • Politiche industriali a livello europeo, nazionale e territoriale

  • Politiche sociali. Welfare, riconversione professionale, , inclusione, formazione, diritti

  • Progettazione integrata di tecnologie, organizzazioni, lavoro a livello delle imprese, delle pubbliche amministrazioni, delle città.

  • Partecipazione delle persone e degli stackeholders coinvolte nei processi d’innovazione: lavoratori e utenti con un ruolo propositivo di imprese, sindacati, sistema educativo.

 

I tavoli sono pensati per riflettere sui percorsi di sinergia e collaborazione che possono essere intrapresi dagli attori al fine di identificare soluzioni integrate in risposta alle sfide imposte dalla tematica oggetto del tavolo. Rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle imprese, della ricerca, della società civile si confronteranno sulle trasformazioni in atto, in termini di problematicità e opportunità, a partire dai documenti forniti attraverso tale documento. A ogni tavolo è previsto un coordinatore e un rapporteur dei lavori. I lavori saranno preceduti da un inquadramento tematico e da un intervento introduttivo, mentre gli esiti saranno restituiti in un report a cura di Fondazione, che darà opportuna visibilità ai soggetti presenti in relazione alla tematica affrontata.

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