PNRR: piani nazionali e patti territoriali. Una proposta per l’Italia

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Execution del Next Generation EU

Next Generation Eu ha lo scopo di promuovere investimenti e riforme che dovrebbero innovare profondamente i sistemi produttivi e sociali: ciò dovrebbero portare ad un aumento del PIL e a riforme attese da decenni e a un riposizionamento dell’Italia nelle catene del valore globali.

Su contrasti in merito alle strategie e alla governance del PNRR è caduto il governo Conte. Ha giurato il governo Draghi focalizzato principalmente su questo. Mario Draghi , all’insediamento aveva annunciato di voler lavorare con il Ministro dell’Economia Daniele Franco e pochi fidati consiglieri per arrivare a presentare ad aprile un lavoro ben fatto, da presentare alla sua estesa maggioranza in Parlamento e poi all’Unione Europea. Ora il 9 aprile il Premier ha annunciato il modello di un piano “in forte discontinuità in molte aree rispetto al piano precedente e in continuità in altre aree dove non aveva nessun motivi di essere in discontinuità “. Enrico Marro sul Corriere scrive che il modello prevede due livelli. Il primo, centrale, supervisiona l’attuazione del PNRR ed è responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione Europea man mano che gli investimenti vengono realizzati. Sempre a livello di governo ci saranno una struttura di valutazione e una di controllo dell’attuazione del Piano: Palazzo Chigi si riserva la supervisione politica del PNRR attraverso un comitato cui partecipano i ministri interessati. Il secondo livello è invece quello delle amministrazioni responsabili dei singoli investimenti. Regioni, Città metropolitane ed enti locali dovranno inviare i rendiconti alla struttura di coordinamento centrale. Le Regioni dovranno supervisionare i progetti gestiti da comuni e province. Verranno inoltre costituite delle task force locali per aiutare le amministrazioni territoriali a migliorare le capacità di spesa.

Sembra accolta la nostra idea dell'”ultimo miglio” del #PNRR fatta attraverso patti territoriali per il lavoro.

Così dopo lo scioglimento delle acute tensioni sulle le strategie e la governance, inizia ora la fase della attuazione dei piani. Come diceva Churchill “ Fare strategie è facile, il difficile è la realizzazione”, e come diceva Eisenhower “i piani sono tutto prima della battaglia ma del tutto inutili quando questa è cominciata”. Per l’Italia, per le Regioni, per le Città, per il sistema economico e sociale, per i cittadini, la battaglia vera comincia ora.
In questo percorso di attuazione che durerà anni, andranno affrontati tre formidabili problemi: a) il cambiamento dei sistemi produttivi e amministrativi; b) l’utilizzazione delle ingenti risorse del PNRR; c) le riforme della scuola, della giustizia e in generale delle Pubbliche Amministrazioni.

Leggi l’articolo di Butera, Bianchi, De Michelis, Perulli su Astrid Rassegna n. 330 (1.2021)
Leggi l’articolo di Butera Ultimo miglio PNRR su italianieuropei
Vedi Presentazione di Butera del Report della Fondazione Nordest
Vedi Presentazione a Base Italia

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