L’istruzione Tecnica Superiore a un bivio: Assolombarda mette il turbo

L’istruzione Tecnica Superiore a un bivio: Assolombarda mette il turbo

In breve

ITS (Istruzione Tecnica Superiore) è un canale formativo post diploma parallelo all’Università che assicura ai diplomati una occupazione al 85 % entro un anno: come passare dagli attuali 10.000 allievi a 100.000? Le migliori esperienze ITS sono “laboratori” per generare nuove competenze e al tempo stesso progettare nuovi lavori e professioni larghe con quei percorsi collaborativi tra scuola e impresa per affrontare la quarta rivoluzione industriale: come trasferire questo metodo a tutto il sistema educativo? Gli ITS adottano un modello didattico che supera la tradizionale contrapposizione fra teoria e pratica, cultura tecnica e umanistica: come innovare insieme scuola e cultura aziendale?

Questi i temi della dispensa 1/2019 di Assolombarda-Umana curata dalla Fondazione Irso New Jobs e New Skills. Gli ITS come “laboratorio” per sviluppare insieme nuovi lavori e nuove competenze che fa il punto della situazione e delle prospettive di questo canale formativo e in generale del cambiamento del lavoro e della formazione nella Quarta Rivoluzione Industriale. Una dispensa resa disponibile al convegno di Assolombarda del 29 gennaio 2019.

La dispensa

Federico Butera, nell’introduzione, scrive che il lavoro nella quarta rivoluzione industriale sarà costituito da innumerevoli ruoli nuovi o profondamente modificati, generati non da ineluttabili effetti delle tecnologie, ma da una progettazione e realizzazione che ha costruito ruoli, mestieri e professioni dotati di senso. Il paradigma dominante del lavoro 4.0 potrà essere quello dei “mestieri e professioni a banda larga” che devono poter contenere numerose attività diverse per contenuto, livello, background formativo. Questo modello dei mestieri e delle professioni è importante per permettere alle persone di passare da un ruolo all’altro senza perdere l’identità e per aiutare le istituzioni e l’organizzazione a pianificare l’istruzione e la mobilità. Nuovi modelli di educazione sono componenti essenziali della progettazione e dello sviluppo di tali nuovi ruoli, mestieri e professioni: l’ITS offre un paradigma formativo aderente a questo percorso. Esso – oltre ai suoi pregi per la crescita delle persone, per l’occupabilità e per il superamento del mismatch – può essere un progetto pilota per altri canali e iniziative formative che siano capaci di sviluppare insieme new jobs e new skills.

Mauro Chiassarini, Vice Presidente Assolombarda indica i fabbisogni di professioni per l’impresa 4.0 e sottolinea l’esigenza di colmare il gap.

Federico Butera e Sebastiano Di Guardo, Fondazione Irso, presentano un metodo per progettare insieme ruoli, mestieri, professioni e competenze nei programmi ITS e ne illustrano un’applicazione agli ITS di Vicenza, Cernobbio, Parma.

Monica Poggio, Referente Confindustria Lombardia per la valorizzazione degli ITS, mostra come gli ITS sono un ponte tra le imprese e il sistema educativo illustrando casi e percorsi.

Chiara Manfredda, Responsabile Area Sistema Formativo e Capitale Umano Assolombarda, illustra l’impegno di Assolombarda che continua e le esperienze per lo sviluppo degli ITS, un modello non solo per la Lombardia.

Raffaella Caprioglio, Presidente Umana Spa presenta il ruolo delle agenzie per il lavoro nello sviluppo degli ITS.

Emmanuele Massagli, Presidente Adapt e Matteo Colombo, Ricercatore Adapt presentano una ricerca sul presente e presente e futuro degli Istituti Tecnici Superiori in Lombardia.

Federico Butera, fa una breve storia della formazione terziaria in Italia caratterizzata dalla dialettica fra Istruzione e Università e formula proposte su come attivare sinergie fra ITS e lauree professionalizzanti.

L’ultimo capitolo Gli ITS come ‘laboratorio’ per nuovi lavori e nuove competenze, contiene una sintesi degli interventi del convegno, 9 novembre 2018 in Assolombarda

Scarica la dispensa “NEW JOBS E NEW SKILLS – Gli ITS come “laboratorio” per sviluppare insieme nuovi lavori e nuove competenze” (formato PDF, 58 pagine).

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