L’execution del Next Generation EU: l’ultimo miglio

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Execution del Next Generation EU

Next Generation EU è una opportunità epocale per la ripresa dopo la pandemia e per innovare l’Italia. L’attuale acutissima discussione di oggi 14 Dicembre 2020 si concentra sulle scelte strategiche e sulla governance del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ). Non entriamo ora in questa difficile discussione che confidiamo troverà una soluzione presto anche perché ce lo chiede mandatoriamente l’Europa, ma vogliamo portare con questo scritto una cattiva notizia e proporne una buona. La cattiva notizia è che la così detta execution del Piano, per unanime convinzione di studiosi, imprenditori, dirigenti pubblici, sarà ancora più difficile della pur combattuta identificazione della strategia e della governance. La buona notizia è che vi sono proposte sul metodo per la sua realizzazione e per condurre con successo i processi di realizzazione di un simile Piano che prevede sia riforme che investimenti imponenti: formulare strategie credibili che contengano in sé anche condizioni e modi di realizzazione efficaci e efficienti che attivino coesione, partecipazione e innovazione.

Sulle riforme indichiamo come prioritarie quelle che riguardano la scuola e la pubblica amministrazione. Ma non proponiamo ennesime riforme legislative che non si realizzano ma piuttosto: a) un percorso progettuale di lungo periodo di riconfigurazione della scuola dell’autonomia e sui patti educativi che coinvolgano tutti gli stackeholder di un territorio; b) per le Amministrazioni centrali e territoriali progetti di cambiamento mission driven, guidati cioè da programmi partecipati di innovazione nell’economia e società dei territori.

Sugli investimenti proponiamo di attivare l’”ultimo miglio” attraverso Patti Territoriali regionali, metropolitani, di area, partecipati da pubblico e privato e centrati su programmi di lungo periodo e con obiettivi e risultati misurabili , patti che mirino alla creazione di valore aggiunto e di lavoro di qualità: in essi la temuta incapacità della Pubblica Amministrazione a spendere le risorse assegnate viene superata dal processo in cui l’Amministrazione cambia se stessa, come nel caso che presentiamo.

Leggi l’articolo di Butera, Bianchi, De Michelis, Perulli su Astrid Rassegna n. 330 (1.2021)

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