Le condizioni organizzative e professionali per lo sviluppo dello smart working dopo l’emergenza

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Il lockdown imposto dall’epidemia di coronavirus ha generato un esperimento esteso senza precedenti: 8 milioni di persone oggi lavorano a casa praticando il telelevoro/smart working/lavoro agile o comunque vogliamo chiamarlo. Prima solo il 15% lavorava così. L’ascolto e l’apprendimento delle esperienze positive e negative del lavoro a casa imposto dal lockdown possono essere un acceleratore del profondo cambiamento del lavoro e dell’organizzazione iniziato da tempo.

Dopo l’emergenza lo smart working potrà consolidarsi e diffondersi solo se sarà progettato e gestito con rigore, metodo e appropriatezza ai diversi contesti, scegliendo la giusta proporzione fra lavoro in sede e lavoro remoto. Come? Intervenendo sulle norme, sulle tecnologie di supporto, sul modo di gestire lavoro e vita, sul mindset, ma soprattutto sulla concezione degli uffici, sulla loro organizzazione, sul lavoro, sul rapporto tra capi e collaboratori, ispirandosi anche a casi di successo sviluppati in questi anni.
Un lavoro ubiquo e uffici blended fra il fisico e il virtuale possono funzionare bene in particolare a tre condizioni socio- organizzative:
a) superare la concezione dell’ufficio-fabbrica;
b) favorire organizzazioni basate su sistemi sociotecnici orientati a obiettivi produttivi e sociali misurabili e sulle 4C (Cooperazione autoregolata, Condivisione delle conoscenze, Comunicazione estesa, Comunità performante);
c) ridisegnare il lavoro sui ruoli e sulle professioni superando mansioni, posizioni e livelli.
Le nostre proposte riguardano in primo luogo i metodi e i modelli con cui progettare e gestire lo smart working, una nuova fase di progettazione e sviluppo congiunti di tecnologia, organizzazione e lavoro condotti con la massima partecipazione di imprese, istituzioni, istruzioni, sindacati e soprattutto dei lavoratori.

Avanziamo due tipi di proposte:

a) sviluppare e sperimentare metodi e modelli con cui progettare e gestire lo smart working in una specifica azienda o amministrazione : avviando così una nuova fase di progettazione e sviluppo congiunti di tecnologia, organizzazione e lavoro condotti con la massima partecipazione di imprese, istituzioni, istruzioni, sindacati e soprattutto dei lavoratori.
b) programmi di ricerche e politiche sul lavoro e in particolare

• una grande programma di ricerca multidisciplinare sull’“esperimento smart working” che si è svolto durante e subito dopo il lockdown,
programma che va condotto collaborativamente dai centri di ricerca e dalle università italiane, in forte rapporto con l’Europa;
• programmi di supporto alle PMI e alla Pubblica Amministrazione offerto dalle università, società di informatica, consulenza, formazione,
interior design con modalità e costi sostenibili.

• Leggi Le condizioni organizzative e professionali dello smart working dopo l’emergenza: progettare il lavoro ubiquofatto di ruoli aperti e di professioni a larga banda , di Federico Butera, in Studi Organizzativi, 1, 2000

• Vedi Intervista di Francesco Seghezzi Adapt a Federico Butera Progettare il lavoro ai tempi del Covid-19

• Vedi Video di Federico Butera Progettazione del lavoro e dell’organizzazione nella remotizzazione.

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