16 Luglio – Le condizioni organizzative e professionali per lo sviluppo dello smart working dopo l’emergenza

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Il lockdown imposto dall’epidemia di coronavirus ha generato un esperimento esteso senza precedenti: 8 milioni di persone oggi lavorano a casa praticando il telelevoro/smart working/lavoro agile o comunque vogliamo chiamarlo. Prima solo il 15% lavorava così. L’ascolto e l’apprendimento delle esperienze positive e negative del lavoro a casa imposto dal lockdown possono essere un acceleratore del profondo cambiamento del lavoro e dell’organizzazione iniziato da tempo.

Smart working è una opportunità per avviare cantieri per cambiare il lavoro e le organizzazioni nelle imprese e nelle Pubbliche Amministrazioni. Dopo l’emergenza, lo smart working potrà consolidarsi e diffondersi solo se sarà progettato e gestito con rigore, metodo e appropriatezza ai diversi contesti, scegliendo la giusta proporzione fra lavoro in sede e lavoro remoto. Un lavoro ubiquo e uffici blended fra il fisico e il virtuale possono funzionare bene a tre condizioni socio- organizzative: superare la concezione dell’ufficio-fabbrica; favorire organizzazioni basate su sistemi sociotecnici orientati a obiettivi produttivi e sociali misurabili e sulle 4C (Cooperazione autoregolata, Condivisione delle conoscenze, Comunicazione estesa, Comunità performante); ridisegnare il lavoro sui ruoli e sulle professioni superando mansioni, posizioni e livelli.

Le nostre proposte riguardano:

a) Metodi, modelli e soluzioni con cui progettare e gestire lo smart working nelle singole imprese e Pubbliche Amministrazioni: 13 linee di azione praticabili.

  1. Concezione dello smart working
  2. Aspetti legali
  3. Infrastrutture telematiche
  4. Tecnologie di supporto
  5. Modalità di gestire lavoro e vita
  6. Mindset
  7. Proporzione fra lavoro in sede e remoto
  8. Concezione degli uffici
  9. Interior design degli uffici
  10. Ridisegno degli spazi casalinghi
  11. Organizzazione e sistema socio-tecnico
  12. Lavoro e sistema professionale
  13. Relazioni industriali

b) Politiche pubbliche

  1. Un grande programma di ricerca multidisciplinare sull’“esperimento smart working” per comprendere quello che è avvenuto davvero durante e subito dopo il lockdown per diffondere best practices ed evitare errori, condotto da centri di ricerca di universitari, associazioni datoriali e sindacali
  2. Un nuovo assetto normativo che assicuri o diritti e la qualità della vita di lavoro dei lavoratori e manlevi il datore di lavoro dai rischi legali
  3. Investimenti nelle reti telematiche
  4. Incentivi fiscali per l’acquisto di attrezzature digitali, trasformazione degli uffici e degli ambienti domestici
  5. Un programma di KBS (knowledge based services , supporti professionali) alle PMI e alla Pubblica Amministrazione offerti dalle università, società di informatica, consulenza, formazione, interior design con modalità e costi sostenibili

• Leggi Le condizioni organizzative e professionali dello smart working dopo l’emergenza: progettare il lavoro ubiquo fatto di ruoli aperti e di professioni a larga banda, di Federico Butera, in Studi Organizzativi, 1, 2000

• Vedi Intervista di Francesco Seghezzi Adapt a Federico Butera Progettare il lavoro ai tempi del Covid-19

• Vedi Video di Federico Butera Progettazione del lavoro e dell’organizzazione nella remotizzazione.

• Vedi Confronto fra Federico Butera e Domenico De Masi sullo smart working.

• Web Conference 5 Giugno 2020 INNOVATION GROUP Smart working: tecnologie, organizzazione risorse umane, con Key note di Tito Boeri e intervento conclusivo di Federico Butera. Vedi Agenda. Vedi il video integrale.

• Vedi webinar Assolombarda (IN VIA DI EDITING)

• Vedi webinar S3 26 Maggio (IN VIA DI EDITING)

• Vedi Webinar Fondazione Nord Est 17 Giugno. Il futuro del lavoro

• Vedi Webinar Istao 22 luglio

• Leggi “Le mie proposte per la progettazione e le politiche sullo smart working”

• Guarda l’intervista DIG Innova

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